Faccia a faccia

faccia a facciaStavo rivedendo quel film con Bruce Willis, “Faccia a faccia”, in cui lui incontra se stesso bambino (di 8 anni).
Non si piacciono. Ma proprio per niente.
E da lì nascono tutta una serie di vicende e di ripensamenti su come potrebbe essere diversa la loro vita, sia nel presente che nel passato.

Be’, comunque.

Lo stavo guardando e mi è venuto da pensare a cosa direbbe la me di 8 anni della me di oggi.

Ero molto sicura (forse come tutti i bambini) di quello che volevo e di come sarebbe stato il mio futuro.
Certezze. Le strepitose certezze dell’infanzia! Eh, belle…

Ed ero anche molto testarda. (Lo sono ancora. Ma strada facendo ho imparato che, a volte, contro certe cose, proprio non puoi far niente. Ma allora no, allora ero convinta che “da grande” avrei potuto sistemare ogni cosa al meglio, sempre. Eh…)

Mi sento di ipotizzare (con un certo margine di sicurezza) che se la me di 8 anni si trovasse di fronte alla me di oggi… avrebbe una crisi isterica.
Dovrei imbottirla di ansiolitici.
(Cosa naturalmente pessima da fare coi bambini, certo certo! Voi, a casa, non fatelo. Lo faccio giusto io con la proiezione di me stessa “ottenne”.)

“Cosa è successo ai miei sogni?!”
“…”
“COSA HAI FATTO DELLA MIA VITA?!”
“Be’, se permetti, ora è la mia di vita. E comunque mi spiace, ma i tuoi sogni non sono più i miei e così…”
“AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!!”

Uff. Odio sentire i bambini urlare.
Anche quando “i bambini” sono io.
Non sarà un confronto facile. Eeeeeh no.

About Vanessa Navicelli

Sono una Raccontatrice di Storie. Spero belle. E spero tante. Dopo anni di bottega a imparare il mestiere, mi pare di essere diventata una buona artigiana della scrittura. Così, da quest'anno (2014), inizio la mia avventura come autrice indipendente, con il libro "Un sottomarino in paese".

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